Io sono uno di quelli che deve dire grazie a Gasparri per il Digitale Terrestre. Grazie a lui, ora, ho un pc in ogni stanza.
Ho riciclato rottami di portatili e combinato monitor e tastiere improbabili, e ora ho la mia personalissima lista di risorse in streaming che seleziono e guardo quando voglio (e che se trovo il tempo condividerò con voi, o miei pochi ma fedeli lettori).
Informazione, Sport, Musica, Radio. Chiedo e mi sono date.
Fatta questa premessa, incastri di orari e un pò di masochismo spesso mi fanno andare sul sito della Rai (dove la tecnologia è arrivata, almeno lì) e mi guardo in streaming i telegiornali. Il TG1 delle otto per fortuna riesco a perdermelo con regolarità, la direzione di Minzolini è vomitevole e per i suoi sermoni non ho un aggettivo adatto a portata di mano, ma potete immaginare.
Il TG2 si sposa meglio come orario con la mia presenza in casa: tra un fritto e un kebab è il mio sottofondo per cena. Guarderei SkyTG24, ma la musichetta del meteo che mettono ogni due minuti mi fa scricchiolare i nervi, e quindi (dopo anni) seguo il TG2.
E’ esilarante ragazzi, credetemi.
Ci sono dei giornalisti che fanno parte di quell’arte che non capisci, quella comprensibile a pochi eletti. Hanno uno stile tutto loro nel chiosare i servizi farcendoli con reperti di melodie italiane dei bei tempi che furono. Nel mal-tagliare le dichiarazioni del politico di turno sono assolutamente bi-partizan: a chi capita capita, loro gli ultimi due secondi di discorso te li segano, e ti lasciano l’impressione che – forse – se non avessero tagliato il servizio, quel discorso idiota sarebbe diventato interessante. Abilissimi nel parlare superficialmente di cose serie, e nel far diventare serie emerite stronzate, sono in grado di superarsi quando parlano di internet. E ne parlano anche spesso.
Oggi per esempio c’erano le truffe informatiche con il solito uomo della polizia postale che dispensava paternostri e avemarie. L’avremo visto un milione di volte, ma se non sai di che parlare e ti sei già giocato il jolly del maltempo…
Al poliziotto probabilmente hanno tagliato la parte interessante per lasciare quella comprensibile alle vecchine: attenzione, state attenti, è pericoloso. E il minestrone che fanno fra social network, mail, download, pirati, aifòòòn e lavatrici è di qualità superiore.
Mi immagino dei dietro-le-quinte tipo Boris, geniale serie che in Rai non vedremo probabilmente mai.
Non mi viene di arrabbiarmi, è tutto esilarante e divertentissimo. Mi indispettisco solo quando penso che – se non gli si paga il canone – questi signori percepiranno ugualmente il loro profumato stipendio.
Mi piacerebbe sapere quale differenza di stipendio c’è fra chi gestisce la parte web (secondo me veramente ben fatta) e sti fenomeni del tubo catodico. Giusto per sapere.













